Il giorno che qualcuna mi cercherà…io sarò felice.

DISAGIO

Euro o lira,
qui la cinghia si tira,
occhio, bisogna stare attenti,
in troppi viviamo di stenti.
Di chi la colpa, non sappiamo,
con lo stipendio non ci arriviamo,
dobbiamo fare i salti mortali,
sperando che non ci si ammali.
Siamo sprofondati nel fosso
con i conti sempre in rosso,
risollevarci è una speranza,
in un mare di noncuranza,
veniamo perfino umiliati
da giudizi consigliati.
Sono condizioni di disagio,
acrobazie per un dosaggio,
intanto siamo bombardati
da acuisti agevolati,
come se non avessero capito
che il portafoglio s’è smarrito.
Il coltello ha ritagliato la fetta
di chi vive in condizione perfetta,
a tanti di loro, poco importa
se è avariata l’altra parte della torta,
preferiscono fare giochi di guerra,
liberare popoli d’altra terra,
tanto stiamo bene in queste condizioni,
perché sappiamo vivere d’illusioni.

 

 

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4 Risposte

  1. un saluto..davvero vere queste tue parole, purtroppo 🙂
    Mi

    29 novembre 2010 alle 21:45

  2. Ciao Giacomo, eccomi qua. Ci conosciamo già da windows live? Comunque sia grazie delle splendide parole. Un saluto Francesca

    30 novembre 2010 alle 19:41

  3. Ciao Giacomo! Scrivere poesie è un dono divino…continua così.
    Grazie per le tue visite, mi hanno fatto molto piacere, a presto.

    1 dicembre 2010 alle 09:09

  4. maria

    Hai reso la condizione di tanti italiani “poetica”.Hai descritto con melodia , grazia e chiarezza la nuova povertà.
    Ciao e complimenti

    1 dicembre 2010 alle 16:23

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